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Cyanogen: nuovi fondi ed un nuovo telefono

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Cyanogen: nuovi fondi ed un nuovo telefono

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Cyanogen sta continuano a crescere e non ha mai nascosto di voler creare una ROM indipendente da Google; la società guidata da Steve Kondik e Kirt McMaster ha annunciato di essersi assicurata finanziamenti per un totale 80 milioni di dollari da un gruppo di investitori tra cui Twitter Ventures, Qualcomm, Rupert Murdoch ed altri partner che Cyanogen non ha rivelato.

Questi fondi porta il totale degli investimenti che Cyanogen ha ricevuto finora a 110 milioni di dollari, Cyanogen ha detto che avrebbe utilizzato il denaro per “trovare nuovi talenti e accelerare lo sviluppo della sua piattaforma OS aperta.”

Il grande assente nell’elenco è Microsoft che, secondo le notizie ch cicolavano ultimamente, ha mostrato interesse a diventare un investitore di minoranza in Cyanogen, ma alla fine si è tirata indietro.  Inoltre, il finanziamento ricevuto da Cyanogen è inferiore rispeto alla cifra di 110 milioni di dollari riportato da Bloomberg la settimana scorsa.  Secondo Bloomberg, Microsoft potrebbe ancora trovare un “accordo commerciale” con Cyanogen per precaricare le sue applicazioni mobili su dispositivi Cyanogen OS.

Tornando agli investitori, Twitter Ventures è forse il nome più sorprendente della lista.  Mentre rapporti precedenti sostenevano che grandi società come Samsung, Yahoo, Amazon e Microsoft erano interessate a Cyanogen Inc., è la prima volta che sentiamo parlare di Twitter in quest’ambito.

Ricordiamo che al momeno una manciata di smartphone vengono venduti con la ROM Cyanogen, (OnePlus One, Micromax Yu, e l’imminente Alcatel OneTouch Hero 2+) ma in fondo questi dispositivi dispongono di una versione personalizzata di Android che è pienamente compatibile con le Gapps e vengono forniti con il Google Play Store e le altre Google Apps pre-caricate.

Beh, la vera notizia è che Cyanogen, entro la fine dell’anno, lancerà sul mercato il primo telefono senza le applicazioni proprietarie di Google e che questo telefono sarà disponibile con Microsoft Bing e Office apps invece di Google Search e Drive.

Alcune fonti, tra cui Forbes, ha anche indicato quale società aiuterà Cyanogen nell’impresa di produrre nuovi smartphone con la ROM “slegata” dai servizi Google: si tratta della società statunitense BLU (società che ha visto un certo successo nel mercato di fascia media con telefoni economici basati su processori MediaTek ); insieme poduranno una nuova linea di telefoni senza il Play Store, Google Search, Gmail, Google Maps, YouTube, o altre applicazioni chiave di Google.

Al momento Google rilascia il codice sorgente di Android gratuitamente a tutti i produttori ma molte delle applicazioni che compongono l’esperienza di Android si basano su software closed-source tra cui il Play Store e il Google Services Framework. Le aziende che vogliono produrre telefoni Android devono accettare le condizioni di Google per accedere a tali applicazioni e servizi per poter utilizzare Android; solo alcuni produttori di dispositivi cinesi vendono telefoni e tablet senza il Play Store ma lo fanno in Cina o in altri mercati in cui il marchio di Google (e le relative App), non sono così forti come negli Stati Uniti e in Europa.

Quindi, perché una società come Cyanogen vuole costruire un sistema operativo basato su Android che non si basa su applicazioni e servizi Google?

McMaster dice che vuole consentire ai produttori di dispositivi di personalizzare l’esperienza dei loro dispositivi, cosa che Google al momento non permette di fare, e pubblicizza la collaborazione con BLU dicendo che “stanno mettendo una pallottola nella testa di Google” .

Cyanogen OS include molte opzioni di personalizzazione che non troverete nella versione originale di Android, tra cui le modifiche di interfaccia utente. Ma al momento include anche componenti closed-source non modificabili per i “fai da te” che lavorano per CyanogenMod.

Se davvero ci sarà un telefono con l’Amazon Appstore, Microsoft Bing e Cortana per la ricerca e l’assistenza vocale, Opera per il browser web, Nokia Here per le mappe, e Dropbox o Microsoft OneDrive per il cloud storage, sarà interessante vedere se gli utenti saranno felici con tali sostituti al posto del Google Play Store, Maps, Search, Chrome e Drive.

Questa si che sarà una grande prova per Cyanogen Inc. Attualmente la maggior parte dei ricavi della società derivano dalle vendita di temi attraverso il Play Store di Google. Ma potenzialmente ci potrebbero essere maggiori entrate grazie alla partnership con produttori di app che vorranno “entrare” nel sistema operativo open.

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