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Facebook ed il complesso di Alcibiade

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Facebook ed il complesso di Alcibiade

L’importante è fare parlare di sè. Questo sembra il messaggio che Facebook sta diffondendo in questi giorni, mentre annuncia la possibilità di creare una nuova app per fare concorrenza ad altre piattaforme come Snapchat ed Instagram, grazie alla tecnologia UI d’ultima generazione (quella usata appunto anche da snapchat stessa).

Secondo Facebook, l’idea sarebbe quella di rimovimentare un po’ la vecchia piattaforma secondo lo spirito originario, permettendo di creare e condividere contenuti in maniera rapida con tutti i propri contatti. La perdita di quel tocco personale che avevano i profili all’inizio, e la sintomatica perdita di popolarità del sito stanno spingendo a cercare nuovi orizzonti in quelle nicchie di mercato occupate dalle piattaforme minori, più “hipster” rispetto al colosso di Zuckerberg. Con uno sharing down di quasi il 21% in meno a metà del 2015, si può capire la costante urgenza di rebrandizzare la propria immagine, anche a scapito dell’originalità e dell’inventiva.

Ma è proprio questo che molti utenti non capiscono, o mal digeriscono. Facebook sta fagocitando uno alla volta quei prodotti che erano diventati popolari proprio grazie alla loro diversità, svuotandoli, alla maniera dei grandi gruppi, di ciò che li rendeva così appetibili per il pubblico. Le dimensioni stesse del fenomeno Facebook, seppure in contrazione, rendono un po’ vana questa nuova voglia di ripersonalizzare i propri contenuti. Il continuo flusso di foto e status è già più di quanto una  persona possa facilmente digerire.

Ed infatti, FB stesso tende a precisare che l’idea di una nuova app sia ancora totalmente ai suoi inizi, ed anzi, forse nemmeno se ne farà qualcosa, o forse si darà priorità ad altri progetti più remunerativi sul corto periodo. Insomma, più che impegnarsi a rinnovarsi o riprendere buone idee, FB sembra essere una di quelle vecchie signore che, passato il fascino della novità, cerca nuova notorietà con piccole boutade che non fanno male a nessuno, ma che la tengono sulla bocca di tutti.

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