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I lettori di impronte digitali fanno ancora troppo poco?

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I lettori di impronte digitali fanno ancora troppo poco?

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I lettori di impronte digitali sono entrati in maniera costante nella vita negli smartphone dall’inizio di quest’anno. Sono molti infatti i dispositivi che montano un lettore di impronte digitali, come Huawei Ascend Mate 7, o il Samsung Galaxy S6 e ormai quasi tutti gli smartphone in uscita, anche alcuni di fascia media, lo utilizzeranno.

E non ci resta che aspettare anche il nuovo Android M, sistema operativo con cui Google introdurrà una serie di nuove funzionalità studiate apposta per la nuova tecnologia di lettura impronte digitali.

Nel nuovo Meizu MX5 è presente un lettore di impronte digitali molto veloce e preciso, che però permette di fare poche cose, come ad esempio sbloccare il dispositivo e loggare in un account di Flyme. L’iPhone 6 della Apple, invece, tramite il Touch ID permette sicuramente al lettore di impronte digitali di essere molto più utile.

Sarebbe bello che ci si potesse loggare velocemente in tutte le app con la sola impronta digitale, oppure automaticamente fare il login su un sito, allo stato attuale bisogna migliorare e ampliare gli usi di questa tecnologia, e non la tecnologia stessa, che già funziona bene.

Sappiamo che Android M introdurrà nuove funzionalità, una potrà essere quella di Android Pay, ovvero la possibilità di poter effettuare un pagamento ed abilitarlo con l’uso delleimpronte digitali invece di PIN, firme o altre cose obsolete e imitabili.

Come detto, non ci resta che sperare che Google renda molto facile l’associazione delle impronte digitali alle credenziali di login per app e siti, e che il nuovo Android M ci permetta questa svolta storica di poter loggare su applicazionii o siti come Twitter o Facebook semplicemente con un gesto.

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