Icone ed emojis al femminile, ecco il nuovo progetto di Google

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Certo non c’è carenza d’emojis in rete: soldi con le ali, faccine con lune e soli, per non parlare d’altre ancora più goliardiche. Secondo Google però, quello che ancora manca alle emojis è una personalità più forte, quella rappresentata dalle donne in carriera. Durante una presentazione all’Unicode, l’organismo che seleziona ed approva le emojis, Google ha sentenziato che è ora di dare più spazio al femminile anche in questo particolare campo.

“Vogliamo creare una serie di emojis specifica, che rappresenti i diversi lavori compiuti da uomini e donne, però con un focus specifico al femminile, in maniera di dare credito a tutte le donne che lavorano. Il nuovo progetto è stato presentato da quattro membri di spicco dello staff di Google: Rachel Been, art director; Nicole Bluel, product marketer; Agustin Fonts, product manager e Mark Davis, ingegnere Google software  e presidente dell’Unicode.

Secondo un rapporto di AdWeeks citato al meeting, un 78% delle donne usa le emojis contro un 60% degli uomini, e nonostante ciò, ancora nessuno sembra volere riconoscere il ruolo fondamentale dell’universo femminile e la sua presenza anche nel mondo reale. Al momento c’è una sostanziale parità nel mondo delle faccine, ma il team pensa di aggiungere presto 13 nuove emoticons al femminile, che forse verranno poi portate al maschile in un secondo momento.

Non è la prima volta che Google fa scelte politicamente corrette. Già nel 2015 aveva implementato la Scala di Fitzpatrick (quella usata dai dermatologi per definire i differenti tipi di pelle) per avere faccine di tutte le razze. Le nuove icone cercheranno d’essere rappresentative di tutti i campi professionali, dall’agricoltura all’arte, passando per il business. In più, il team pensa che presto si possa espandere la collezione per includere anche aspetti diversi dalla dicotomia uomo-donna.

“Dovunque si guardi, le donne si stanno facendo strada a tutti i livelli della società” dicono ancora dall’Unicode “Chi siamo noi per non riconoscerlo anche con un piccolo gesto come una o due emojis in più?”