Il telefono olografico che tutti stavamo aspettando

Immaginate un mondo dove il vostro telefonino si pieghi tra le vostre mani per creare proiezioni olografiche vivide e realistiche di tutto ciò che state visualizzando sullo schermo- e dove non vi limitate a scagliare uccelli con la fionda addosso a dei maialini verdi, ma potete anche muovere il telefono per scegliere l’angolazione migliore per colpire.

Questo è ciò a cui puntano i ricercatori dell’Human Media Lab all’università Queen’s, che usa un processore olografico d’ultimissima generazione per l’utilizzo a 360 gradi delle immagini olografiche 3D, e cambierà presto, si spera, il nostro modo di usare il telefonino. Questa nuova tecnologia, chiamata HoloFlex, è pensata per essere usata con tutte le normali applicazioni del telefonino, dai giochi, alle foto, od addirittura ai film da guardare in 3 dimensioni mentre “saltano fuori” dal piccolo schermo. Immaginatevi come saranno ora le vostre solite partite ad Angry Birds!

Al momento, però, sussiste un problema di non poco conto: la risoluzione video è semplicemente orribile. E questo, nonostante sia supportata da una regolare scheda Full HD 1920 x 1080 flexible OLED tipo quelle touchscreen normalmente montate sui dispositivi che usiamo correntemente.

I ricercatori dicono che le immagini sono rese in una risoluzione tridimensionale da 12 pixels, e l’immagine è resa da un punto di vista specifico ogni volta. Nel progetto finale, si proietteranno i pixels attraverso una serie di lenti di circa 16000 lenti fisheye. Sebbene la risoluzione sia bassa (160×104), semplicemente ruotando il telefono potremo osservare la stessa immagine da ogni punto di vista.

Purtroppo, ovviamente, siamo ancora in piena fase sviluppo, quindi non si ha la minima idea se e quando vedremo questa tecnologia sui nostri telefonini. La nostra speranza è che comunque le aziende finalmente decidano di investire in tecnologie alternative e futuristiche, piuttosto che limitarsi ad aggiungere risoluzione all’infinito ai modelli di schermo già esistenti. Visto che però la tecnologia è già realtà, speriamo sia presto appetibile anche per il mercato.