Connect with us

L’arma segreta di Samsung contro Oculus e Vive

News

L’arma segreta di Samsung contro Oculus e Vive

Piaccia o no, la realtà virtuale vende fin troppo bene. Se ne accorgono le molte persone se prima la reputavano una moda passeggera, dopo averla provata ne hanno compreso appieno il fascino e le potenzialità. Ed il mercato, che le potenzialità le aveva comprese già da tempo, non smette mai di sfornare nuovi prodotti sempre più all’avanguardia per creare esperienze a tutto tondo.

Partendo dal visore Google Cardboard, che è letteralmente poco più di pezzo di cartone sagomato, e va tenuto con una mano come un vecchio caleidoscopio, arriviamo al classico Oculus Rift, molto adatto per i videogiochi o film in alta risoluzione, ma ancora limitato alla visuale, fino al Vive, che grazie a una serie di sensori video permette un’interazione quasi completa con l’ambiente sia real che virtuale allo stesso tempo. Sebbene all’inizio il sistema Vive non avesse fatto molta presa sul pubblico, la martellante campagna pubblicitaria dell’azienda produttrice HTC ha colmato il gap con il pubblico, fino a fargli cambiare idea nel giro di pochi mesi, organizzando eventi espositivi di grido in tutte le maggiori città statunitensi.

Un mercato troppo ghiotto, quindi, perché Samsung non cercasse di cavalcare la cresta dell’onda. Conscia che un prodotto troppo basico non potrebbe reggere il confronto con OR e Vive, l’azienda ha messo a disposizione del suo team R&D le migliori risorse disponibili. Secondo Injong Rhee, direttore del reparto Software Samsung, il momento in cui l’azienda entrerà col botto nel mercato della realtà virtuale è questione di mesi, se non settimane. Ovviamente Mr. Rhee non si sbilancia eccessivamente, elencando le caratteristiche che avrà il prodotto (come la hand tracking technology, già disponibile per altri modelli della concorrenza). Ma c’è chi ha già detto quale potrebbe essere l’asso nella manica di Samsung.

Galvanic Vestibular Stimulation technology: non è uno scioglilingua, ma l’arma segreta di Samsung. Un dispositivo che, grazie alle cuffie di ultima generazione Entrim 4D è capace di sviluppare stimoli elettrici che colpirebbero direttamente il sistema vestibolare del nostro cervello (per intenderci, quello che regola il nostro equilibrio e l’intelligenza spaziale). Tramite questi impulsi, il congegno “sfaserebbe” la nostra percezione della realtà, catapultandoci anima e corpo nel mondo virtuale, e facendo si che il nostro cervello pensi di percepirla con l’intero corpo, reagendo prontamente agli stimoli proposti dalla macchina. Samsung assicura che il nuovo congegno è in grado di ovviare ai numerosi effetti collaterali della RV (nausea e mal di testa in primis), in quanto questi dipendono proprio dall’incapacità dei nostri sensi di percepire le due realtà come distinte. La simulazione proposta da Samsung, invece, fa si che la realtà virtuale sia l’unica che noi saremo in grado di percepire.

Commenti
Advertisement
Top