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Linkedin: operazione monstre di Microsoft, 26.2 miliardi di dollari per l’acquisizione

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Linkedin: operazione monstre di Microsoft, 26.2 miliardi di dollari per l’acquisizione

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Linkedin: la cifra investita per la sua acquisizione è un record per il colosso di Redmond

In questi ultimi anni abbiamo assistito alla tendenza – di diverse società – ad acquistarne altre. Linkedin è solo l’ultima di una ricca serie. Tra le più clamorose spiccano sicuramente le acquisizioni ad opera di Mark Zuckerberg, la mente a capo del social network Facebook, di Instagram (il 9 aprile 2012 per un totale di 1.7 miliardi di dollari) e di Whatsapp (il 19 febbraio 2014 per ben 19 miliardi dollari).

Non da meno, nello stesso arco di tempo, è stata la società fondata da Bill Gates con l’acquisizione di Skype nel 2011 per 8.5 miliardi, della sezione Devices & Services della svedese Nokia per 7.2 miliardi nel settembre 2013 e della più recente operazione (2014) relativa ad un’altra società svedese, la produttrice di videogiochi Mojang (divenuta popolare in virtù della creazione di Minecraft) nel 2014 per 2.5 miliardi. Il tutto nella valuta statunitense ovviamente.

Alla lista della spesa di zio Bill da oggi si aggiunge proprio Linkedin, il popolare social network lanciato nel 2003 (prima di Facebook dunque) rivolto ai professionisti; basato sulla possibilità di creare interazioni produttive in ambito lavorativo. La società pur godendo di ottima salute e di una popolarità in crescita ha registrato nell’ultimo trimestre del 2015 un deficit di 8.4 milioni di dollari. A confermare l’acquisto una notizia apparsa proprio sul blog ufficiale Microsoft quest’oggi.

Il prezzo complessivo a cui ammonta l’operzione? Mostruoso, 26.2 miliardi di dollari. Di gran lunga superiore alla clamorosa cifra con la quale due anni fa Facebook rilevò Whatsapp, ovvero a “soli” 19 miliardi, di dollari.

I piani per il futuro

Sembra  dunque la società a capo di Windows voglia puntare forte per il prossimo futuro sulla fruizione dei servizi e sullo sviluppo del software. Dopotutto il l’armamentario a sua disposizione è già ricco potendo contare su Office e Windows e su una non indifferente posizione nel mercato dei servizi dedicati al cloud computing.

Inoltre c’è da sottolineare la complicità dei risultati poco soddisfacenti sul piano legato all’operazione Nokia considerato il clima di generale smobilitamento (ha venduto di recente la divisione feature phone a Foxxcon per 350 milioni).

 

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