Il MIT crea un nuovo algoritmo per il controllo dei droni.

Droni. Nonostante tutte le polemiche che sono nate intorno a queste macchine, ormai stanno entrando sempre di più nel nostro vivere quotidiano. E se per noi possono ancora essere dei giocattolini costosi, qualcuno al MIT ha preso l’argomento molto sul serio. Grazie ad un nuovo algoritmo sviluppato dagli studiosi del prestigioso istituto, presto vedere sciami interi di droni nei nostri cieli non sarà più un evento tanto raro.

Finora, il problema principale per un drone è sempre stato l’interazione con l’ambiente. Anche quando comandato da un essere umano, infatti, la mancanza di sensori di prossimità e di comandi di precisione rende questi robot, specialmente quelli volanti, un investimento molto rischioso per la loro tendenza a scontrarsi con oggetti estranei, o a volte con gli stessi componenti della loro squadra. I ricercatori del MIT pensano avere risolto il problema creando uno speciale algoritmo centrale per controllare l’intero team di droni durante un’azione. Infatti, mentre con i vecchi algoritmi esterni i droni potevano ricevere solo informazioni parziali, ed ogni algoritmo poteva essere soggetto ad errori ripetuti, con il nuovo algoritmo ogni drone riceverà i medesimi input, ed inoltre, una unica unità che processi gli stessi sarà meno soggetta ad errori e ridondanze rispetto a molteplici unità che interagiscono in continuazione tra loro.

Non solo pratico: un algoritmo centrale per il controllo di un intero sciame abbatterebbe anche i costi ed i consumi, permettendo la gestione di un intero sciame anche in automatico, con l’uso di pochi e semplici comandi. Se il processo funzionasse come previsto, dicono al MIT, si eliminerebbero molte di quelle imprecisioni ed errori che rendono spesso i droni ancora inaffidabili in campo civile come militare, oltre a renderli disponibili anche per compiti per i quali il loro uso è ancora poco conveniente dal punto di vista economico e dei benefici pratici.

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