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Nextbit svela nuovi dettagli sul progetto Robin

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Nextbit svela nuovi dettagli sul progetto Robin

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Date le crescenti aspettative nei confronti di Robin, l’ambizioso smartphone che punta a integrare il cloud all’interno del sistema operativo e dell’esperienza utente, i bontemponi di Nextbit hanno pensato di rilasciare altre dichiarazioni ai nostri colleghi di Android Central. Sono emersi tre aspetti peculiari di questo nuovo device, ovvero la sicurezza dello scambio di dati con il cloud-server, la libertà di gestione dei dati da parte dell’utente e l’assoluta assenza di restrizioni software dello smartphone.

 

Nextbit ha dichiarato di aver stipulato un accordo con Amazon per poter offrire gli ormai noti 100 GB di spazio di archiviazione Cloud inclusi con l’acquisto di Robin. In questo modo sarà possibile usufruire di un livello di sicurezza aggiuntivo garantito dal fatto che tutte le comunicazioni tra lo smartphone e il server saranno criptate con il metodo di protezione utilizzato proprio da Amazon (scusate se è poco…). In aggiunta a ciò, Nextbit collaborerà con una società di terze parti che è incaricata di verificare periodicamente che gli standard di sicurezza siano sempre rispettati, evidenziando possibili “falle” nel sistema che potrebbero mettere in pericolo i dati degli utenti.

 

Un’altra novità emersa è che, nonostante Nextbit Robin sia progettato per sfruttare lo spazio di archiviazione cloud per spostare le applicazioni meno usate in modo da non occupare inutilmente la memoria del telefono, il tutto potrà essere gestito manualmente dall’utente che avrà così la possibilità impostare blocchi al fine di mantenere determinate applicazioni o dati sempre sul dispositivo. Il ripristino di un’app dal cloud, inoltre, non comporterà alcuna perdita di dati e tutti gli account e le configurazioni resteranno immutate (grazie a Dio).

Ma non è tutto. Se anche voi, come me, fate parte di quella fascia di utenti “smanettoni” che proprio non riescono a rinunciare al piacere delle custom ROM, vi piacerà sapere che Nexbit ha garantito che Robin verrà commercializzato con il bootloader già sbloccato nativamente. Molti utenti potrebbero voler cambiare ROM o decidere di non utilizzare i servizi offerti da Nextbit pur gradendo la piattaforma hardware, quindi non ci sarà alcun blocco o limite riguardo l’utilizzo di personalizzazioni e ROM realizzate da altri sviluppatori. Per il momento Nextbit non ha in programma di portare la sua interfaccia e i suoi servizi all’interno di altri prodotti, quindi non è il caso di aspettarsi una ROM in grado di offrire le stesse potenzialità (anche se supponiamo che le maggiori software house quali Cyanogen o SlimRom si metteranno presto all’opera). Speriamo di riuscirne ad avere uno in prova al più presto perchè ormai questo Robin ci sta davvero tenendo svegli la notte.

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