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Nuovi tagli in casa Motorola, Lenovo fa la “voce grossa”

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Nuovi tagli in casa Motorola, Lenovo fa la “voce grossa”

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Brutte notizie in casa Motorola. Sembra che l’azienda non abbia adempito agli obblighi commerciali previsti da Lenovo, nella fattispecie pare che gli incassi non siano stati quelli sperati e la reazione non è stata – ovviamente – delle migliori. La compagnia della casa alata è stata accusata di aver avuto ingenti perdite nel secondo trimestre 2015, tuttavia Lenovo ha espresso ugualmente la volontà di consolidare il suo mobile-business e mettere tutte le carte in tavola per cercare di riportare Motorola al suo antico splendore.

Di seguito il report finanziario:

“Nell’ambito della ristrutturazione del Mobile Business Group (MBG), al fine di allineare lo sviluppo, la produzione e la fabbricazione di smartphone con i moderni trend riteniamo opportuno sfruttare i punti di forza complementari di Lenovo e Motorola. Ci sarà un nuovo e più semplice line-up di prodotti con meno modelli ma più chiaramente differenziati a livello prestazionale: il più veloce e prestante, pensato prevalentemente per il business (con probabile riferimento a Moto X, ndr), sarà in grado di innalzare l’immagine globale di Lenovo e accelerare le azioni di rilancio già in corso nella sua catena di fornitura globale. MBG continuerà a guidare il business mobile globale, potendo ora contare sul know-how di Motorola per progettare, sviluppare e realizzare i propri smartphone.”

Tuttavia sembra che ciò non sarà possibile se non mediante grandi sacrifici. Fonti vicine ai “piani alti” hanno rivelato ai nostri colleghi di #Phandroid che Motorola sembra intenzionata a dare un grande scossone al comparto mobile di Lenovo.

Sembra che siano già stati tagliati il 20% dei posti di lavoro, e non tutti di secondo piano: sembra che pure il CEO di Motorola Rick Osterloh, presidente e fautore del rinnovamento di Motorola degli ultimi anni abbia ricevuto il benservito in favore di una più modesta funzione di vicedirettore del settore mobile di Lenovo. Motorola ha confermato per l’appunto i licenziamenti di questa settimana, ma ha anche detto che il “loro” Rick Osterloh non andrà da nessuna parte:

“Dopo l’annuncio dei licenziamenti di Motorola questa settimana, Rick Osterloh, che è Presidente e COO di Motorola Mobility rimarrà nella sua posizione abituale nell’ampia ottica di rinnovamento attuata grazie alla leadership tra Lenovo e Motorola. Chicago sarà di certo influenzata da questi licenziamenti, ma continuerà ad essere sede globale di Motorola e il fulcro della nostra collaborazione globale e dei nostri sforzi di progettazione. Manterremo un solido gruppo di collaboratori, tra cui la nostra equipe di ingegneri, i nostri laboratori e le nostre strutture di design.”

Inoltre, Lenovo sta progettando di chiudere i tre principali uffici di Motorola, e di avere una maggioranza sulla fetta d’affari mossa dai laboratori attuali della stessa situati a Merchandise Mart, un centro produttivo vicino a Chicago. Altri dettagli importanti rivelati sempre a #Phandroid sono che i software designer e il team servizi, ovvero coloro che ci hanno donato le tanto gradite Moto-apps quali Moto Voice, Active Display, Moto Assist ecc, sono stati rimpiazzati da dei nuovi ingegneri “made in Lenovo“. Speriamo che questi nuovi ragazzi perseverino sulla stessa strada intrapresa dai loro predecessori e non ci propongano invece numerosi bloatware indesiderati e assolutamente inutili.

Non avremmo mai immaginato che Lenovo intendesse questo quando disse di voler consolidare il suo mobile business mettendosi alle spalle di Motorola. Invece, sembra proprio che stiano consolidando la Motorola che già conoscevamo iniettando i loro dipendenti in essa. A conti fatti, la Motorola che abbiamo conosciuto e amato non esiste quasi più. Sembra che stia diventando una sorta di “calco” di se stessa, e non si sa ancora se sarà una bella copia oppure una semplice bozza.

Lenovo in fin dei conti non fa brutti telefoni e tablet, anzi, i loro dispositivi sono in realtà piuttosto validi. Il loro problema è sempre stato quello di non riuscire a vendere molto al di fuori della Cina, e il loro intento originale nell’acquistare Motorola era quello di cambiare questa situazione. Speriamo solo che le cose vadano per il meglio, non solo per il bene delle rispettive aziende, ma anche per ogni individuo che è stato colpito dalla qualità dei due marchi nel corso del tempo.

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