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Realtà virtuale: possibili effetti collaterali per corpo e mente.

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Realtà virtuale: possibili effetti collaterali per corpo e mente.

La realtà virtuale non è certo una novità. Sin dagli anni novanta ha visto uno sviluppo notevole, soprattutto nel settore video ludico e nelle simulazioni militari. Ma è da quando la tecnologia è avanzata abbastanza da rendere l’Oculus Rift un prodotto alla portata di tutti che questa tecnologia, ed i suoi difetti, ha cominciato ad influenzare la nostra vita in maniera più intensa.

Un articolo del Wall Street Journal ci ricorda ciò che molti videogiocatori già sapevano da tempo: i colori troppo vividi e i movimenti grafici innaturali possono causare nausea, vomito, bruciori agli occhi e forti emicranie. Tali effetti possono perdurare anche per svariate ore, tanto che molti produttori hanno deciso di mettere gli stessi divieti che si usano per le sostanze psicotrope, come limiti d’età e la proibizione di mettersi alla guida subito dopo l’uso dell’oculus. Il problema principale è che al contrario della nostra mente, il nostro corpo non è in grado di adattarsi alla realtà virtuale, e seguirne i ritmi senza perdere il suo equilibrio.

Brendan Iribe, CEO dell’Oculus VR, ammette che non per tutti la realtà virtuale può essere un’esperienza piacevole. “Ci sono molte cose che preferireste vedere su un normale schermo a due dimensioni. Non è necessario che vogliate per forza partecipare ad un inseguimento in macchina nella realtà virtuale. Sarebbe un’esperienza troppo movimentata!”.

Forse ha ragione lui. Jeremy Benson, professore alla Stanford Williams ha studiato per 15 anni la realtà virtuale, e come chi ne usufruisce troppo spesso sia soggetto a mutazioni psicologiche e caratteriali anche profonde. Come per tanti altri prodotti che forniscono una “via di fuga”, la VR rischia di diventare una droga che ci separa poco a poco dal mondo reale, e Benson pensa che sia solo il prezzo esorbitante di un apparecchio che garantisca un’immersione veramente a 360° quello che separa molte persone dal perdersi nei suoi meandri.

Le aziende però non sembrano condividere queste preoccupazioni, o forse, semplicemente non gliene importa. Google ha già creato un supporto speciale di cartone per i suoi telefonini che assomiglia ad una versione molto rozza dell’oculus, e la gente sta già premiando questo prodotto accorrendo in massa all’acquisto. In fondo, queste polemiche nascono assieme ad ogni nuova tecnologia; è successo già per internet ed i telefonini, e solo il tempo ci dirà se è un nuovo falso allarme, o per una volta le cassandre avevano ragione.

“Un discorso etico è necessario, ma ormai questa tecnologia è qui, ed è un successo” commenta Mike Rothenberg della Rotheberg Ventures. “Ogni invenzione ha i suoi lati oscuri. Sta a noi come società decidere come regolarci”.

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