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Sony manderà definitivamente in pensione la propria console PSP nel 2016

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Sony manderà definitivamente in pensione la propria console PSP nel 2016

Il colosso giapponese ha definitivamente sancito la cessazione del supporto software per la sua portatile Sony Psp. Si chiude dopo dieci anni la storia, a tratti vincente, di questa console che ha regalato ore di giochi ai suoi possessori.

Rivediamo lo Spot del 1995:

Il 31 marzo 2016 sarà il giorno in cui la Sony metterà in pensione definitivamente la propria console PSP: in quella data, infatti, terminerà il supporto software e sarà interrotto il servizio PlayStation Store anche in Giappone, ultimo Paese in cui la portatile aveva resistito finora. Certo, i contenuti e i giochi PSP resteranno comunque disponibili e in vendita attraverso altri canali, come il Pc o la Ps3, ma bisognerà effettuare un collegamento via cavo USB tra i dispositivi per accedere allo store. Insomma, è il segnale della fine di un’era, nella quale la prima portatile di casa Sony ha tentato di conquistare il cuore dei fan (non sempre riuscendovi), ed è comunque riuscita a offrire ore di spensieratezza e divertimento con alcuni titoli storici.

Canto del cigno. Forse non è stata la console portatile più venduta della storia, ma la Sony Psp ha comunque superato le 70 milioni di unità diffuse in tutto il mondo, rosicchiando una bella fetta di mercato alla Nintendo, che prima del suo avvento dominava il settore dei giochi tascabili con una quota superiore al 90 per cento del totale. Di sicuro, ha fatto meglio della PlayStation Vita che le è succeduta, che oscilla pericolosamente sull’orlo del flop, anche per il contemporaneo sviluppo del sistema di videogame su smartphone e tablet, che ha cambiato i gusti e le abitudini degli utenti.

Grand Theft Auto: Liberty City Stories. Non si può non partire dal titolo che ha fatto registrare il maggior numero di vendite totali, spin off della fortunata serie di Grand Theft Auto in grado di racchiudere su supporto UMD (l’originale dischetto digitale creato per la PSP) tutti i punti di forza della saga: cast di personaggi incredibile, un gameplay divertente, colonna sonora varia e vasta e tonnellate di missioni e cose da fare, che rendevano facile anche abituarsi ai controlli ridotti della piattaforma, come testimoniato dagli oltre 8 milioni di esemplari venduti nel mondo.

Wipeout Pure. Uno dei meriti della console Sony è stato quello di rilanciare la serie Wipeout, che era praticamente caduta nell’oblio. Questo gioco, in particolare, ha incollato tantissimi ragazzi al piccolo display grazie alla sua struttura di corse futuristiche, alla velocità e al suo essere divertente e stimolante, oltre che spettacolare per le scenografie e per la colonna sonora personalizzata.

Metal Gear Solid: Peace Walker. Non può mancare, in una ipotetica top 5, almeno un titolo appartenente al mondo di Metal Gear, per molti, addirittura, questa versione è tra i migliori giochi di azione e avventura che si possono trovare: decine di missioni con obiettivi diversi, la migliore modalità multiplayer cooperativa del sistema, una grande trama con elementi di strategia e ore di extra sorprendenti che si sommano una straordinaria esperienza di gaming portatile.

Giù dal podio (per poco). Citiamo ancora qualche altro nome, che da un lato può stuzzicare i videogiocatori più giovani e, dall’altro, emozionare in maniera nostalgica i vecchi possessori di Psp: come dimenticare, infatti, Final Fantasy 7: Crisis Core? Questo gioco racchiudeva praticamente tutto ciò che si può desiderare in un RPG d’azione: una grafica  spettacolare anche nella versione portatile, una storia solida e coinvolgente e un sistema di combattimento in grado di personalizzare i personaggi al proprio stile di gioco ne hanno fatto uno dei capisaldi in materia. Così come lo è diventato God of War, l’antieroe di casa Sony, sia nel capitolo “Ghost of Sparta” che in quello “Chains of Olympus”, in cui la grafica era davvero sorprendente e ben rendeva merito alle brutali ed epiche battaglie combattute da Kratos.

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